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Isabella Mandelli
Chi sono: Isabella, artista e coach emotivo-comportamentale
Ciao, sono Isabella e sono un’artista.
Dipingo da quando ero bambina: carta, colori e immaginazione sono sempre stati il mio rifugio e la mia verità.
Poi la vita, generosa e imprevedibile, mi ha portato su un’altra strada: per anni ho guidato aziende internazionali, anche come CEO di una multinazionale americana nel settore medicale.
Quel percorso mi ha insegnato a unire due mondi che sembrano lontani: l’arte che accoglie e il management che struttura. Due linguaggi diversi che, insieme, possono generare qualcosa di profondamente umano.
Oggi unisco arte, emozioni e formazione per far vivere esperienze che lasciano il segno: da workshop creativi con acquerello per privati e percorsi di team building per aziende.
La mia arte nasce dall’ascolto delle emozioni. Creo mondi immaginifici popolati da personaggi leggeri, imperfetti, colorati e accoglienti, che parlano di relazioni, fragilità, possibilità.
Espongo in Italia e in Giappone, e organizzo workshop dove i pennelli e gli acquerelli diventano strumenti di dialogo e trasformazione.
Artista e coach certificata
Sono coach emotivo-comportamentale certificata ICF, formatrice Success Insights® e ho completato un Master in Leadership e Psychological Safety alla Harvard Business School.
Attraverso la mia arte, i Barabubbles – piccoli personaggi onirici che rappresentano i diversi stili comportamentali – e la mia filosofia “L’errore non esiste”, accompagno persone, team, aziende, scuole e ospedali in percorsi di crescita che uniscono intelligenza emotiva, creatività e consapevolezza.
L’arte della leadership
Porto la mentalità dell’artista in azienda, perché l’artista sa vivere nel caos, non ha fretta di trovare soluzioni, cerca l’errore come fonte di innovazione, si muove nel flusso e si fida del processo.
È curioso del viaggio, non solo del risultato.
E questo è anche ciò di cui ha bisogno un manager oggi: la capacità di restare nell’incertezza, di creare senza sapere tutto, di ascoltare prima di agire, di imparare senza giudicarsi.
Credo che l’arte, come la formazione, possa diventare un invito gentile a rallentare, sentire, accogliere. Un modo semplice ma profondo per prendersi cura di sé e degli altri, con creatività, presenza e un po’ di meraviglia.
La mia filosofia: “L’errore non esiste”
L’errore non esiste significa accogliere l’imprevisto come parte del cammino, sospendere il giudizio, osservare ciò che accade con occhi nuovi.
Perché spesso, proprio da ciò che non avevamo previsto, nascono i cambiamenti più profondi.
La mia arte: I Barabubbles
I Barabubbles sono la mia arte: creature oniriche, trasparenti e imperfette, nate dal desiderio di raccontare la bellezza delle nostre differenze.
Vivono in bolle di sapone e portano con sé valori, emozioni e stili comportamentali ispirati agli archetipi junghiani.
Con i loro cuori che volano nell’aria, ci ricordano che anche sul lavoro – come nella vita – c’è bisogno di ascolto, equilibrio, autenticità e premura.
Nei miei percorsi formativi diventano strumenti per comprendere meglio sé stessi, accettare le sfumature degli altri e creare connessioni sincere, senza forzature.
Perché anche la leggerezza può essere una forma di consapevolezza profonda.
Barabà
Agisce con cuore
Oco
Coinvolge con entusiasmo
Finolu
Osserva con profondità
Boda
Accoglie con premura
La mia visione: L’arte come strumento formativo
La Leadership Premurosa
Durante la mia carriera ho sviluppato un modello di Leadership Premurosa, una forma di guida che mette al centro la cura di sé e degli altri, l’assenza del giudizio e l’accoglienza delle diversità che ci rendono unici.
La Leadership Premurosa è gentilezza che diventa cura, cura che sa intuire, prevenire e creare spazi di fiducia. È un approccio che genera armonia e che trasforma la relazione in una vera leva di produttività e benessere condiviso.
Per me, leadership significa ascolto, presenza e spazio: la capacità di rallentare per accogliere, osservare senza giudicare, incoraggiare senza invadere.
Invito leader, team e professionisti a riscoprire il valore della premura:
non un gesto fragile, ma una forza che genera collaborazione, fiducia e crescita condivisa.
Una premura fatta di cura autentica, di gentilezza consapevole, di attenzione che nutre.
Essere premurosi è una forma di leadership possibile.
E oggi, è ciò che fa davvero la differenza.
Per me, leadership significa ascolto, presenza e spazio: la capacità di rallentare per accogliere, osservare senza giudicare, incoraggiare senza invadere.
Invito leader, team e professionisti a riscoprire il valore della premura:
non un gesto fragile, ma una forza che genera collaborazione, fiducia e crescita condivisa.
Una premura fatta di cura autentica, di gentilezza consapevole, di attenzione che nutre.
Essere premurosi è una forma di leadership possibile.
E oggi, è ciò che fa davvero la differenza.
L’arte come strumento di cambiamento
Ho vissuto per anni tra arte e management.
Ho guidato persone e progetti complessi in contesti internazionali, ricoprendo anche il ruolo di CEO di una multinazionale americana nel settore medicale. Questa esperienza manageriale si intreccia oggi con la mia identità artistica, dando vita a percorsi formativi che uniscono strumenti concreti a visioni creative e umane.
Perché so che si può lavorare con efficacia senza rinunciare alla bellezza, alla cura e alla gentilezza.
Uso la mia arte per accompagnare il cambiamento e sviluppare nuove prospettive.
Non per decorare delle pareti, ma per aprire finestre interiori.
Non per rendere uno spazio più bello, ma per renderlo vivo e capace di ascoltare.
Attraverso i Barabubbles, gli acquerelli, la filosofia de l’errore non esiste e la Leadership Premurosa, accompagno aziende, ospedali, istituzioni e persone in percorsi di formazione ed empowerment che:
- sviluppano consapevolezza,
- rafforzano i legami,
- attivano la creatività come via di apprendimento leggera e potente.
L’arte diventa così un linguaggio vivo, la premura si trasforma in una competenza concreta, e la formazione… un’esperienza che lascia tracce, trasforma sguardi e riaccende il senso.
La mia filosofia: L’errore non esiste
Nella mia arte come nella mia formazione, sostituisco l’idea di errore con quella di “idea propulsiva incrementale”: ogni deviazione, ogni inciampo, ogni imprevisto può generare nuove possibilità.
L’errore non esiste perché non è una fine, ma un inizio.
È un sentiero che si apre dove non lo avevamo previsto, una fessura luminosa che ci invita a guardare oltre.
Nei miei workshop, questo concetto prende forma concreta attraverso la pittura ad acquerello e le bolle di sapone: trasparenti, leggere, fragili e perfette nella loro imperfezione.
Sono simboli poetici di ciò che siamo: esseri in divenire, mai finiti, sempre in trasformazione.
L’esperienza dei Barabubbles
Durante i miei workshop, ogni partecipante si identifica in uno dei Barabubbles, scegliendo tra quattro stili comportamentali ispirati agli archetipi di Jung.
Attraverso il disegno e il colore, ognuno lascia emergere la propria parte interiore, scoprendo sé stesso con il linguaggio dell’arte e delle emozioni.
Si esplora così la propria modalità relazionale, si osservano i propri automatismi e si abbracciano le proprie sfumature:
- senza la pressione del risultato,
- con la libertà del gioco,
- con l’apertura dell’introspezione.
Nel mio approccio, l’errore è accolto senza giudizio. Non va temuto, va attraversato.
Qui si costruisce un ambiente psicologicamente sicuro, in cui ognuno può sperimentare senza timore di sbagliare, prendersi il rischio di avvicinarsi a sé stesso con delicatezza, curiosità e coraggio.
È in questo spazio, leggero come una bolla, che l’apprendimento diventa autentico.
E quando l’errore non esiste… imparare torna a essere un gioco.
Uno di quei giochi seri, da bambini, in cui si sbaglia con stupore, si sperimenta con meraviglia e si cresce mossi dalla curiosità.